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Diagnosi della tubercolosi: test molecolari, limiti, nuove tecnologie

Scritto da Team Comunicazione UniSR | Mar 24, 2026 1:47:05 PM

La diagnosi della tubercolosi rappresenta oggi una delle principali sfide nella gestione di questa malattia infettiva causata dal batterio Mycobacterium tuberculosis. La trasmissione avviene per via aerea e colpisce prevalentemente i polmoni, ma può interessare anche altri organi. È più diffusa nei Paesi a basso e medio reddito, dove fattori socioeconomici e accesso limitato ai servizi sanitari ne favoriscono la circolazione.

Individuare precocemente l’infezione è fondamentale per ridurre la trasmissione e avviare tempestivamente il trattamento. Per questo, uno degli obiettivi principali della ricerca è sviluppare test diagnostici in grado di rilevare il batterio nelle fasi iniziali, prima che la malattia si manifesti in forma conclamata.

UniSR, recentemente nominata centro di collaborazione OMS per la tubercolosi (LINK alla news istituzionale), è attivamente impegnata nello sviluppo di nuove strategie diagnostiche.

Diagnosi della tubercolosi: i limiti dei test attuali

«I test diagnostici come il Quantiferon (un esame del sangue) o i nuovi test cutanei oggi disponibili sono in grado di dirti se la persona ha già incontrato il batterio verso cui ha sviluppato una risposta immunitaria. Tuttavia, non ti dicono se il batterio è ancora presente, con il risultato che non possiamo sapere se e quando la persona potenzialmente infetta svilupperà la malattia», spiega la Dott.ssa Daniela Maria Cirillo, Capo dell'Unità di Patogeni Batterici Emergenti presso IRCCS Ospedale San Raffaele.

Test immunologici o molecolari e diagnosi precoce della tubercolosi

Altro problema molto importante nella diagnosi della tubercolosi è lo sviluppo di test immunologici e/o molecolari in grado di offrire diagnosi precoce della malattia attiva e di individuarne le forme resistenti, così da guidare rapidamente terapie efficaci e ridurre la trasmissione. Tra gli obiettivi della ricerca sulla tubercolosi c’è quello di individuare per tempo sia i pazienti sintomatici sia quelli asintomatici. La tubercolosi, infatti, può non sviluppare sintomi e in questo caso è ancora più difficile da identificare.

Per queste ragioni, una delle attività del centro UniSR per la tubercolosi consiste nello sviluppo di test diagnostici avanzati che possano rilevare il batterio anche nelle fasi precoci e asintomatiche dell’infezione, quando il patogeno è rilevabile microbiologicamente ma le manifestazioni cliniche della malattia non sono ancora evidenti.

Nuove tecnologie: il test dell’esalato

Tra i test che la Dott.ssa e il suo gruppo stanno mettendo a punto c’è una mascherina simile a quella usata per il COVID-19, dotata di una membrana con cui raccogliere l’esalato, cioè le goccioline espulse con il respiro. Il campione così raccolto viene poi sottoposto a test molecolari in grado di “leggere” il materiale genetico presente e identificare sequenze specifiche del batterio della tubercolosi.

«In prospettiva, questa strategia potrebbe essere usata per identificare anche altri patogeni, diversi dal batterio della tubercolosi, inclusi quelli ancora non noti e i virus stagionali, per esempio quelli influenzali. Questo potrebbe aiutare a tenere sotto controllo la diffusione delle malattie epidemiche a livello mondiale», aggiunge la Dott.ssa.

Diagnosi della tubercolosi multiresistente

Il test dell’esalato, tuttavia, di per sé non è ancora sufficientemente sensibile per identificare se il ceppo (cioè, un sottotipo specifico) di micobatterio rilevato è anche resistente ai farmaci oggi usati comunemente nel trattamento della tubercolosi.

Uno dei fattori che rallentano il progresso nell’eliminazione della malattia è proprio la multiresistenza agli antibiotici. Nello specifico, si parla di tubercolosi multiresistente quando il ceppo batterico responsabile dell’infezione è resistente al trattamento con gli antibiotici rifampicina e isoniazide.

Il monitoraggio della resistenza antibiotica

La resistenza agli antitubercolari solitamente può essere diagnosticata con metodi tradizionali che valutano la capacità dei batteri di crescere in presenza di antibiotici. Nel caso della tubercolosi questi test sono molto lunghi e a volte poco precisi. Esistono anche metodi molecolari, rapidi, semplici e automatizzati per testare la resistenza ad alcuni farmaci specifici e test molto più complessi per altri farmici. i La soluzione ottimale, tuttavia, è il sequenziamento mediante tecniche NGS, acronimo di Next Generation Sequencing.

Sequenziamento NGS e identificazione delle resistenze

«L’OMS raccomanda test di sequenziamento NGS, che sono test avanzati di sequenziamento, per identificare le forme di tubercolosi multiresistente. Questo tipo di analisi, però, richiede in genere una quantità di campione maggiore rispetto a quella che si può ottenere dal solo esalato. Nonostante ciò, come centro di ricerca sulla tubercolosi proveremo comunque a disegnare test che possano funzionare su queste tipologie di campioni, pur tenendo presente che i risultati potrebbero non essere pienamente accurati», chiarisce la Dott.ssa Cirillo.

Infine, un obiettivo importante della ricerca attuale sulla diagnosi della tubercolosi è contribuire allo sviluppo di cataloghi di nuove mutazioni genetiche in Mycobacterium tuberculosis, perché conferiscono capacità di resistenza ai farmaci. Il Dr. Paolo Miotto, Project Leader nell’Unità si dedica a questo lavoro da anni.

Domande Frequenti su Diagnosi di tubercolosi 

 

Cos’è la tubercolosi e come si diffonde?

La tubercolosi è una malattia infettiva causata dal batterio Mycobacterium tuberculosis. Si trasmette principalmente per via aerea, attraverso le goccioline respiratorie emesse da una persona infetta quando tossisce, parla o starnutisce. Il contagio è più probabile in ambienti chiusi e affollati, soprattutto in assenza di adeguata ventilazione.

Cos’è la diagnosi della tubercolosi?

La diagnosi della tubercolosi è il processo attraverso cui si identifica la presenza dell’infezione o della malattia attiva causata da Mycobacterium tuberculosis, utilizzando test immunologici, molecolari e microbiologici.

Quali test esistono per diagnosticare la tubercolosi?

I principali test per la diagnosi di infezione includono IGRA/Quantiferon e test cutanei, mentre per la diagnosi di TB attiva: radiografia del torace, esami microscopici e colturali, oltre a test molecolari per rilevare il materiale genetico del batterio.

. Ricercatrici e ricercatori stanno lavorando per mettere a punto nuovi test in grado di identificare il batterio nelle prime fasi di sviluppo della malattia, anche nei pazienti asintomatici.

I test attuali rilevano sempre la tubercolosi attiva?

No. Alcuni test indicano solo il fatto che una persona è entrata in contatto con il batterio, ma non permettono di capire se l’infezione è attiva o evolverà in malattia.

Come si identifica la tubercolosi resistente agli antibiotici?

Attraverso test molecolari rapidi su campioni clinici, tra cui il sequenziamento genetico (NGS), che permette di individuare mutazioni associate alla resistenza ad un ampio spettro di farmaci, e attraverso antibiogrammi colturali.