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Mascherine protettive: che differenza c’è?

Scritto da Team Comunicazione UniSR | Oct 24, 2020 9:45:00 AM

SARS-CoV-2 è un virus che si trasmette mediante secrezioni respiratorie (tosse, starnuti, goccioline di saliva…). Per evitare il contagio sono essenziali alcune regole che ormai ben conosciamo, come il mantenere la distanza di sicurezza di almeno 1 metro (meglio 2 metri), evitare i luoghi affollati, lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con gel a base alcolica, evitare di toccarsi occhi, naso e bocca con le mani.

Da tempo l’Organizzazione Mondiale della Sanità si è espressa anche specificando le buone norme di utilizzo delle mascherine, quando e come utilizzarle e indossarle. Ne abbiamo sentite di tante tipologie: chirurgiche, FFP2, FFP3, con o senza valvola…ma che differenze ci sono? Ecco un piccolo riassunto informativo e non esaustivo, per illustrare la diversità di mascherine ad oggi disponibili (ricordando che, da sole, non bastano a proteggerci dal contagio, e raccomandando sempre di seguire le indicazioni delle autorità competenti).

 

Tre categorie di mascherine

Le mascherine protettive possono essere distinte in tre categorie:

Mascherine chirurgiche

Come suggerisce il nome, sono utilizzate dai chirurghi per mantenere la sterilità in campo operatorio. Sono realizzate in tessuto-non-tessuto e non aderiscono ai contorni del viso, per questo la protezione per chi le indossa è molto limitata; invece, coprendo naso e bocca, servono a impedire la fuoriuscita di secrezioni respiratorie, goccioline e particelle potenzialmente infettanti verso l’ambiente esterno. Per essere sicure, devono essere prodotte nel rispetto delle norme tecniche (scaricabili gratuitamente dal sito https://www.uni.com).

 

Mascherine ad alta protezione (FFP)

Le mascherine ad alta protezione sono le cosiddette “FFP” (la sigla sta per “filtering facepiece particles”, “facciale filtrante delle particelle”). Questi dispositivi proteggono sia chi la indossa, sia gli altri, e sono ottimali per proteggere gli operatori sanitari coinvolti direttamente nella assistenza a un paziente certamente o probabilmente infetto da SARS-CoV-2. Sono suddivise nelle tre classi di protezione FFP1, FFP2 e FPP3 in funzione della loro efficacia filtrante. Le maschere FFP1 filtrano almeno l'80% delle particelle che si trovano nell'aria fino a dimensioni di 0,6 μm; una singola particella di SARS-CoV-2 è circa 5 volte più piccola, perciò non sono idonee per la protezione da agenti patogeni che si trasmettono per via aerea. Le maschere FFP2 sono adatte filtrano almeno il 94% delle particelle che si trovano nell'aria fino a dimensioni di 0,6 μm; le maschere FFP3 offrono la massima protezione possibile, con una capacità filtrante di almeno il 99% dalle particelle con dimensioni fino a 0,6 μm.

Le mascherine FFP possono anche essere dotate di valvole, che però non hanno alcun effetto sulla capacità filtrante del dispositivo, ma consentono una migliore respirazione quando la mascherina è indossata per molto tempo. La valvola di espirazione permette all’aria calda di fuoriuscire dal dispositivo, riducendo l’umidità che si forma al suo interno, evitando la formazione di condensa. Questo sistema previene l’appannamento degli occhiali e facilita la respirazione, ma attenzione: in questo modo anche le particelle virali possono fuoriuscire! Per questo, le FFP con valvola proteggono chi le indossa, ma non gli altri.

 

Mascherine non sanitarie

Le mascherine non certificate per uso sanitario, che possono essere confezionate con qualsiasi tipo di tessuto che copra naso e bocca. Queste non sono considerate dispositivi medici né di protezione individuale; possono essere prodotte sotto la responsabilità del produttore, che deve comunque garantirne la sicurezza.

Le mascherine FFP2 e FFP3 sono riservate al personale sanitario impegnato in determinate attività cliniche mentre, nella contingenza epidemica COVID-19, le mascherine chirurgiche possono essere utili a tutti soprattutto quando non è possibile rispettare il distanziamento fisico di sicurezza” aggiunge il Prof. Carlo Signorelli, Ordinario di Igiene e Sanità Pubblica e Direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva UniSR.

In ogni caso, chi indossa una mascherina deve comunque rispettare le norme precauzionali sul distanziamento sociale e le altre introdotte per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

 

Indicazioni importanti

Come suggerito dall’OMS, quando vi è necessità di indossare una mascherina bisogna rispettare alcuni accorgimenti importanti:

  1. quando si maneggia la mascherina prima di indossarla, bisogna essere certi di avere le mani pulite, per non rischiare di contaminare un oggetto che indosseremo su naso e bocca;
  2. la mascherina deve aderire bene al volto e coprire completamente naso e bocca;
  3. la mascherina chirurgica dovrebbe essere cambiata quando si inumidisce a causa del respiro e comunque dopo 3/4 ore; non riutilizzare mascherine monouso;
  4. evitare di toccare la mascherina mentre la indossiamo, poiché potrebbe contaminata sulla sua superficie esterna; utilizzare gli elastici o i nastri di stoffa per sistemarla sul viso;
  5. quando ci si toglie la mascherina, bisogna sempre considerare che la sua parte esterna potrebbe essere contaminata: se monouso, occorre gettarla in un cestino chiuso e lavarsi subito le mani dopo questa manipolazione.

 

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