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Glossario di medicina d'urgenza: i termini da conoscere

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28 lug, 2026

La medicina d'urgenza ha un vocabolario proprio, preciso e funzionale: ogni termine descrive un processo, una struttura o una competenza che può fare la differenza sull’esito clinico di una terapia. Triage, boarding, time-critical care, POCUS e così via sono etichette che identificano alcuni dei più importanti strumenti di ragionamento del medico urgentista. Questo glossario raccoglie i termini principali, spiegati nel contesto in cui vengono usati.

 

Il paziente in pronto soccorso

Dal momento in cui un paziente entra nel DEA fino a quando viene dimesso o trasferito in reparto, il suo percorso passa attraverso una serie di valutazioni e procedure definite in modo dettagliato. Questi sono i termini che descrivono quel percorso.

Triage

Triage deriva dal francese trier, e significa selezionare. È il processo di valutazione e classificazione dei pazienti all'ingresso del pronto soccorso in base alla gravità clinica, non all'ordine di arrivo. In Italia viene svolto da personale infermieristico formato, sotto supervisione medica, secondo protocolli standardizzati. Il sistema più diffuso assegna cinque codici di priorità: rosso (pericolo di vita immediato, intervento entro 0-10 minuti), arancione (urgenza alta, entro 15 minuti), giallo (urgenza media, entro 30-60 minuti), verde (urgenza differibile, entro 120 minuti), bianco (non urgente). Il triage non si traduce in una decisione clinica definitiva: è una valutazione di priorità che può essere rivalutata in qualsiasi momento. In The Pitt è una delle procedure mostrate con maggiore accuratezza.

Stabilizzazione

La stabilizzazione racchiude l'insieme degli interventi clinici che portano il paziente critico a una condizione di sicurezza sufficiente per il trasporto in reparto, in sala operatoria o in terapia intensiva. Non è la cura definitiva: è il primo passo del percorso. Include il controllo delle funzioni vitali, la gestione del dolore e l'avvio del trattamento specifico delle patologie prioritarie.

Time-critical care

Time-critical care è la gestione delle patologie tempo-dipendenti, quelle in cui ogni minuto tra l'esordio dei sintomi e il trattamento incide sull'esito clinico. Un infarto miocardico acuto trattato entro 90 minuti dall'occlusione ha una prognosi significativamente migliore di uno trattato dopo due ore. Lo stesso vale per l'ictus ischemico, la sepsi, il politrauma. La medicina d'urgenza è strutturata attorno a questo principio: riconoscere precocemente e trattare rapidamente è la competenza centrale dell'urgentista.

Boarding

Boarding è il fenomeno per cui i pazienti che necessitano di ricovero in reparto rimangono in pronto soccorso in attesa di un posto letto disponibile. È uno dei principali fattori di sovraffollamento dei DEA italiani ed europei: i pazienti in boarding occupano spazio e risorse, rallentano il flusso e allontanano l'urgentista dalla sua funzione principale.

OBI: Osservazione Breve Intensiva

Una OBI è l'area del DEA dedicata all'osservazione e alla rivalutazione clinica dei pazienti che non richiedono ricovero immediato ma non possono essere dimessi senza un monitoraggio prolungato. I tempi standard di permanenza in OBI sono pari a 6-24 ore. Permette di evitare ricoveri inappropriati e di identificare precocemente i peggioramenti clinici.

 

Dal territorio all'ospedale

Il sistema di emergenza italiano si estende sul territorio con una rete di mezzi e strutture che intervengono prima ancora che il paziente arrivi in ospedale. Vediamo insieme quali sono i termini che descrivono questa rete.

DEA: Dipartimento di Emergenza e Accettazione

La struttura organizzativa che integra pronto soccorso, medicina d'urgenza e Osservazione Breve Intensiva in un sistema coordinato. Esistono due livelli: il DEA di I livello serve bacini di 150.000-300.000 abitanti e copre le emergenze più frequenti; il DEA di II livello, presente nei grandi ospedali, dispone di cardiochirurgia, neurochirurgia, chirurgia vascolare, rianimazione pediatrica e neonatale. La classificazione più alta è il Centro di Emergenza ad Alta Specialità, EAS. L'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, con oltre 170 accessi al giorno al pronto soccorso, rientra in questa categoria.

EAS: Centro di Emergenza ad Alta Specialità

La classificazione più alta nel sistema italiano di emergenza ospedaliera. Un EAS dispone di tutte le discipline specialistiche richieste per la gestione delle emergenze più complesse e riceve i casi di maggiore gravità dal territorio circostante. In Italia i centri EAS sono un numero limitato, distribuiti nei principali poli ospedalieri metropolitani.

118

Il servizio di emergenza sanitaria territoriale italiano è raggiungibile al numero 118 o, nelle regioni dove è attivo, attraverso il Numero Unico di Emergenza 112. Le centrali operative 118 coordinano l'invio dei mezzi di soccorso e gestiscono la comunicazione tra il territorio e i DEA ospedalieri. I mezzi sul campo variano per livello di intervento: l'ambulanza di base è gestita da soccorritori; l'automedica, o Mezzo di Soccorso Avanzato (MSA), ha a bordo un medico ed è equipaggiata per iniziare trattamenti avanzati sul luogo dell'evento. In Lombardia la rete è coordinata da AREU, l'Azienda Regionale Emergenza Urgenza, attraverso la Sala Operativa Regionale (SOREU) e la Centrale Medica Integrata (CMI). Il medico d'urgenza può lavorare nelle centrali operative o sui mezzi avanzati.

HEMS: Helicopter Emergency Medical Service

Il servizio di elisoccorso HEMS porta sul luogo dell'evento un medico e un infermiere specializzati, con l’attrezzatura per la stabilizzazione avanzata del paziente. L'elisoccorso interviene nei casi in cui il trasporto terrestre sarebbe troppo lento o il luogo è difficilmente raggiungibile. Per lavorare in ambito HEMS non è sufficiente l'esperienza in pronto soccorso: è richiesta una formazione specifica certificata con il corso HEMS, che include moduli su trauma, gestione delle vie aeree in volo e procedure di rendez-vous. Superata l'abilitazione, la formazione continua è semestrale e obbligatoria.

SSM: Scuole di Specializzazione in Medicina

SSM è il concorso nazionale annuale attraverso cui i laureati in Medicina e Chirurgia accedono alle scuole di specializzazione italiane. È una prova unica per tutti i candidati: in base al punteggio ottenuto, ciascuno sceglie la combinazione di specializzazione e sede universitaria che preferisce. Chi è più in alto in graduatoria sceglie per primo. Per la medicina d'urgenza, con quasi la metà dei posti che ogni anno rimane non assegnata, la possibilità di scelta è ampia.

 

Le competenze dell'urgentista

La formazione in medicina d'urgenza include un insieme di procedure e certificazioni con nomenclatura internazionale standardizzata. Queste sono le più importanti.

POCUS: Point-of-Care Ultrasound

La POCUS è un’ecografia eseguita direttamente al letto del paziente dall'urgentista, in tempo reale, durante la valutazione clinica. Non sostituisce l'ecografia radiologica tradizionale, ma integra l'esame fisico fornendo informazioni diagnostiche immediate. È utile in caso di trauma addominale con sospetta emorragia interna (eco-FAST), shock di origine incerta, dolore toracico acuto e dispnea grave. È considerata una competenza ordinaria del medico d'urgenza.

Controllo delle vie aeree

Il controllo delle vie aeree prevede la capacità di garantire e mantenere la pervietà delle vie aeree in un paziente che non riesce a respirare autonomamente o è a rischio di perdita della coscienza. Include l'intubazione orotracheale, cioè l'inserimento di un tubo attraverso la bocca fino alla trachea, collegato a un ventilatore meccanico, e la gestione delle cosiddette vie aeree difficili, i casi in cui l'intubazione standard non è praticabile per variazioni anatomiche o condizioni cliniche del paziente. Il controllo delle vie aeree è tra le competenze procedurali obbligatorie nel percorso di specializzazione in medicina d'urgenza.

ACLS: Advanced Cardiovascular Life Support

ACLS è il protocollo avanzato di rianimazione cardiopolmonare sviluppato dall'American Heart Association. Include la gestione delle aritmie potenzialmente fatali, la defibrillazione, il controllo delle vie aeree e la somministrazione di farmaci salvavita. È uno degli strumenti formativi più riconosciuti a livello internazionale.

ATLS: Advanced Trauma Life Support

ATLS è il protocollo standardizzato per la gestione iniziale del paziente politraumatizzato, sviluppato dall'American College of Surgeons. Segue una sequenza precisa di valutazione e trattamento: vie aeree, respirazione, circolo, stato neurologico, esposizione. Viene anche definita con l'acronimo ABCDE. È la certificazione di riferimento internazionale per la gestione del trauma nelle prime ore ed è parte del percorso formativo delle scuole di specializzazione in medicina d'urgenza.

Scritto da

Team Comunicazione UniSR
Team Comunicazione UniSR

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