Scegliere tra Psicologia Clinica o Neuroscienze, i due curricula della magistrale in Psicologia in UniSR, incide sul tipo di professione a cui ci si prepara, oltre che sulle materie di studio. Entrambe le strade portano comunque all’iscrizione all’Albo A degli Psicologi ed è sempre possibile, in un secondo momento, decidere di riavvicinarsi alla clinica pur essendo specializzati in neuroscienze e viceversa, a patto di continuare a studiare e formarsi.
La Facoltà di Psicologia, attiva dal 1996 come prima delle tre facoltà dell'ateneo, fonda entrambi i curriculum sulla stessa base teorica, quella dell'Evidence-Based Psychology: il principio per cui ogni intervento psicologico deve integrare le evidenze scientifiche più solide, la competenza clinica di chi lo applica e le caratteristiche specifiche della persona che lo riceve, non tanto la tradizione teorica o la sensibilità personale del professionista.
In UniSR chi sceglie la Clinica lavora a stretto contatto con i pazienti, tra valutazione diagnostica, colloquio clinico e interventi con individui, coppie e famiglie, in ambito ospedaliero, scolastico e forense, con una progressiva integrazione con la psichiatria. Chi sceglie le Neuroscienze si muove soprattutto tra dati sperimentali, neuroimmagini funzionali e modelli di ricerca, con una componente clinica orientata alla valutazione neuropsicologica e alla riabilitazione cognitiva. Il paziente resta centrale, ma il lavoro è concentrato nei laboratori di ricerca e nei reparti neurologici e non si fonda sulla relazione terapeutica.
La differenza tra i due curriculum riflette una distinzione classica della psicologia come disciplina scientifica: l'approccio idiografico, che studia il caso individuale nella sua unicità, e l'approccio nomotetico, che cerca regolarità generali attraverso dati aggregati e metodi quantitativi. Psicologia Clinica lavora prevalentemente nel primo registro: ogni paziente è un caso a sé, da comprendere nella sua specificità prima di intervenire. Neuroscienze lavora prevalentemente nel secondo: i dati vengono raccolti su campioni, confrontati, sottoposti a modelli statistici, per arrivare a conclusioni che valgano oltre il singolo caso. Nessuno dei due approcci esclude l'altro, è la stessa Evidence-Based Psychology a prevedere entrambi, ma il curriculum scelto determina quale dei due diventa il proprio strumento di lavoro quotidiano prevalente.
Il curriculum di psicologia clinica prepara a valutare il funzionamento della mente nelle diverse fasi della vita, dall'età evolutiva all'età adulta, e a intervenire in contesti diversi come la scuola, i servizi sanitari per i pazienti con malattie fisiche oppure le strutture dedicate alla valutazione e al trattamento del disagio mentale.
Chi si laurea scegliendo il curriculum clinico e si iscrive all'Albo A può offrire sostegno psicologico, cioè aiutare una persona ad affrontare un momento difficile, un lutto, una crisi lavorativa, un cambiamento improvviso, facendo leva sulle risorse che quella persona ha già. È un lavoro che punta a restituire un equilibrio, non a intervenire in profondità sui meccanismi più radicati della personalità. Quest’ultimo è compito dello psicoterapeuta, una qualifica che si ottiene solo dopo altri quattro anni di scuola di specializzazione.
La laurea magistrale abilita anche alla diagnosi psicologica, alla valutazione del funzionamento mentale, alla ricerca e a interventi di prevenzione, rivolti al singolo, alla coppia o al gruppo. Nelle scuole, per esempio, la prevenzione può tradursi in programmi contro bullismo, uso di sostanze o comportamenti autolesionistici.
Il curriculum in Neuroscienze prepara alla specializzazione in neuropsicologia e orienta verso l'ambito neuroscientifico clinico e di ricerca. La didattica si concentra ad esempio su materie come psicologia sperimentale, neuroscienze cognitive e neuroscienze cliniche.
Concretamente, il lavoro si articola su due fronti: la valutazione neuropsicologica, cioè misurare come funzionano memoria, linguaggio, attenzione e altre funzioni cognitive attraverso test e strumenti standardizzati, e la riabilitazione cognitiva, che prevede di costruire percorsi di recupero per chi ha subito un deterioramento di queste funzioni, ad esempio a causa di un incidente o come esito di un ictus.
Il piano di studi riflette questa doppia natura: insegnamenti come Neuropsicologia Clinica e del Linguaggio, Cognizione Sociale e Neuroscienze Cognitive e dei Sistemi affiancano una componente più metodologica, con Modelli neuro-computazionali e Neuroinformatica. Il curriculum di Neuroscienze non richiede una preparazione triennale specificamente neuroscientifica: chi arriva da percorsi diversi può affrontarlo comunque, perché le competenze specifiche si costruiscono direttamente nel corso della magistrale.
Il corpo docente include ricercatori attivi, non solo figure dedicate alla didattica: questo permette agli studenti di scegliere percorsi di tesi sperimentali e di ottenere lettere di referenza per candidarsi a dottorati o percorsi di ricerca post-laurea, in Italia e all'estero. Scegliere questo curriculum non preclude lo sbocco clinico: come abbiamo anticipato l'abilitazione professionale resta la stessa.
Indipendentemente dal curriculum scelto tra Psicologia Clinica o Neuroscienze, il tirocinio è strutturato nello stesso modo. Con l'introduzione della laurea abilitante, prevista dalla Legge 163/2021 e resa operativa dal Decreto Interministeriale 654/2022, il tirocinio pratico valutativo (TPV) è diventato parte del percorso magistrale. Il TPV è organizzato in due finestre temporali dedicate, una al primo anno, l’altra al secondo, durante le quali le lezioni si fermano per permettere agli studenti di dedicarsi interamente all'attività, in reparto o in laboratorio.
Gli studenti sono accompagnati nella scelta del tirocinio, che si svolge nelle strutture cliniche e nei laboratori convenzionati con l'Ospedale San Raffaele, perché l'esperienza pratica sia il più possibile coerente rispetto a quello che si studia in aula. La selezione dei posti disponibili in ciascuna area di specializzazione dipende dai singoli referenti di reparto o laboratorio, che a gennaio presentano a studentesse e studenti UniSR quello che fanno, le potenzialità del tirocinio, i suoi obiettivi e i criteri di accesso.
I tirocini sono interscambiabili tra clinica o neuroscienze senza automatismi legati al curriculum. Questo è interessante perché permette di esplorare aree più distanti dal percorso di studi in senso stretto per meglio comprendere le proprie inclinazioni.
Rispetto al vecchio ordinamento, cambia anche la natura dell'esperienza: l’osservazione è importante ma le e gli studenti sono chiamati a una partecipazione attiva e svolgono sotto supervisione compiti come la somministrazione di colloqui e di strumenti di valutazione. La frequenza al tirocinio è obbligatoria al 100%: le assenze si recuperano solo per motivi validi, concordando una nuova pianificazione con il tutor.
Solo il completamento delle ore previste dà accesso alla prova pratica valutativa, che si svolge poco prima della laurea. Durante l'anno sono disponibili tre sessioni di laurea, che permettono di distribuire diversamente il carico verso la fine del percorso.
La Facoltà organizza anche incontri e laboratori aperti alla comunità, spesso nell'ambito di Health Mode On, la rete nazionale di atenei per la salute mentale studentesca finanziata dal MUR con il bando PRO-BEN, di cui UniSR è partner con la professoressa Anna Ogliari come referente d'ateneo. "Potere della parola: cos'è la Poetry Therapy", ad esempio, ha portato in UniSR la scrittrice Antonetta Carrabs, che per quasi quattro anni ha condotto laboratori di poesia terapeutica nel reparto di psichiatria della Clinica Zucchi. Nello stesso ambito, gli studenti hanno incontrato il mindful eating, la pratica di alimentazione consapevole che aiuta a riconoscere fame, sazietà ed emozioni legate al cibo, un tema che riguarda da vicino chi gestisce i pasti in autonomia per la prima volta e vive lo stress degli esami.
Alcune iniziative nascono direttamente dagli studenti. Il seminario del 2026 "Gestione del lutto nelle professioni di cura", ad esempio, ha previsto un momento di confronto tra psicologia, medicina e filosofia su come la morte entra nel lavoro di cura, ed è stato proposto dal Consiglio degli Studenti.
Anche il servizio di counseling della Facoltà, a disposizione di chi attraversa momenti di difficoltà nel percorso accademico, fa parte dello stesso disegno: laboratori, eventi e ascolto sono i canali attraverso cui la psicologia entra nella vita quotidiana di chi la studia, non solo nei programmi d'esame.
L'accesso alla magistrale in UniSR non distingue tra curriculum in Clinica o Neuroscienze: la selezione riguarda l'ingresso al corso, la scelta del percorso è successiva. I posti disponibili per la magistrale sono 120 in totale, divisi in due gruppi da 60. I laureati UniSR, se in possesso di una media adeguata, entrano direttamente in graduatoria per l’accesso alla magistrale in psicologia, senza sostenere una prova. Chi proviene da un altro ateneo, italiano o straniero, accede invece mediante valutazione della carriera pregressa e superamento della prova di ammissione. Anche chi ha già una laurea conseguita all'estero deve sostenere la prova, dopo valutazione del titolo da parte dell’amministrazione universitaria.
Conoscere le differenze tra Psicologia Clinica e Neuroscienze aiuta a scegliere il proprio percorso con maggiore consapevolezza, sulla base dei propri interessi e abilità.
Scopri di più sugli sbocchi professionali della laurea in psicologia UniSR
Sì. I tirocini sono interscambiabili: chi studia Clinica può svolgere un tirocinio in un'area di ricerca, chi studia Neuroscienze può farlo in un'area clinica. Non c'è un vincolo automatico tra curriculum scelto e area di tirocinio.
Chi si laurea ed è iscritto all'Albo A può svolgere interventi di sostegno, orientati ad attivare risorse della persona in momenti di difficoltà. La psicoterapia, che punta a un cambiamento del funzionamento mentale o della struttura di personalità, richiede una scuola di specializzazione successiva alla laurea.
Sì. I due curriculum portano alla stessa abilitazione professionale. Neuroscienze orienta verso ricerca e ambito neuroscientifico clinico, ma non preclude l'accesso a percorsi clinici successivi.
Chi ha un titolo estero passa prima da una valutazione dedicata da parte dell'ufficio ammissioni, che verifica la validità del percorso di studi seguito. Una volta ottenuta questa valutazione, l'accesso al corso segue lo stesso iter dei laureati provenienti da altri atenei: prova di ammissione più valutazione della carriera accademica.
Sì. La sessione di ammissione per chi non è laureato in UniSR è aperta anche a chi è ancora iscritto all'ultimo anno della triennale, indipendentemente dall'ateneo di provenienza. Non è necessario avere già conseguito il titolo per candidarsi.