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Allergologia, immunologia clinica, immunodeficienze: tutto in un'unica scuola

Corsi e Professioni

14 set, 2026

La maggior parte delle scuole di specializzazione in allergologia e immunologia clinica si concentra in modo verticale sulla preparazione relativa a una parte soltanto della disciplina, allergologia e immunodeficienze, oppure immunologia clinica. È un'osservazione che arriva direttamente dal Prof. Lorenzo Dagna, che dirige la scuola dell'Università Vita-Salute San Raffaele (UniSR), dove invece convivono in modo strutturato, nello stesso percorso formativo, tre ambiti: allergologia, immunologia clinica e immunodeficienze.

 

Cosa distingue la specializzazione in allergologia e immunologia UniSR

Dagna descrive questa scelta come il tratto distintivo principale della scuola, dedicata a una specialità tra le più ampie in assoluto. «Le malattie di cui ci occupiamo sono di tipo sistemico, e colpiscono qualsiasi organo», sottolinea il professore. Cardiologia, gastroenterologia, dermatologia, oculistica, nefrologia, ematologia, pneumologia, otorinolaringoiatria: chi si specializza in allergologia e immunologia clinica deve avere conoscenza di queste discipline, perché per allergologi e immunologi la multidisciplinarità non è una questione di organizzazione, ma la condizione di base del lavoro clinico quotidiano. Lo dimostrano anche gli incontri frequenti che l'unità operativa tiene con i reparti con cui collabora più spesso, tra cui ci sono ad esempio pneumologia, ematologia, otorinolaringoiatria, a cui gli specializzandi partecipano regolarmente.

Per l'anno accademico 2024-2025, ad esempio, il Ministero dell'Università e della Ricerca ha finanziato 86 posti per la scuola di specializzazione in allergologia e immunologia clinica in tutta Italia. Su un numero di contratti comunque limitato, la scelta della sede pesa più che altrove: una scuola che copre tutti e tre gli ambiti fin dal primo anno, come quella di UniSR, permette di arrivare al quarto anno con un profilo di specializzazione completo e strutturato e la possibilità di scegliere con consapevolezza su cosa concentrarsi.

 

Come funziona la scuola: il percorso nei quattro anni

Il primo anno della scuola di specializzazione in allergologia e immunologia clinica UniSR è un tronco comune: le e i giovani medici ruotano nei reparti di maggiore rilevanza per la disciplina (meidicina interna, ematologia, malattie infettive, pneumologia e dermatologia…) per costruire una base clinica ampia prima della specializzazione vera e propria.

Al secondo anno l'attenzione si sposta su allergologia e immunodeficienze. In tale periodo è organizzata anche una rotazione presso il Policlinico San Donato del Gruppo San Donato, uno dei centri di riferimento internazionali per l'angioedema ereditario. Le malattie infiammatorie sistemiche, di tipo reumatologico e autoimmune, occupano invece l'intero terzo anno. Nel quarto, lo specializzando approfondisce il tema di maggiore interesse per sé, a seconda delle proprie inclinazioni, spesso attraverso un’esperienza all'estero. Come sintetizza Dagna, il percorso non ha “compartimenti stagni”: un quarto anno orientato all'allergologia può comunque comprendere attività in altri ambiti, ma con una polarizzazione elettiva verso l'interesse specifico dello specializzando.

Gli specializzandi ammessi ogni anno in Università Vita-Salute San Raffaele sono al momento tre, una quantità deliberatamente inferiore alla capacità formativa della scuola. Questa scelta garantisce un'esposizione a casistiche cliniche e di ricerca ben oltre i requisiti minimi di legge.

 

Le malattie rare trattate: da IgG4-correlata a Erdheim-Chester

L'unità operativa di immunologia presso l’Ospedale San Raffaele segue alcune tra le malattie rare immuno-mediate più complesse. La malattia IgG4-correlata, una condizione infiammatoria che può colpire più organi contemporaneamente formando masse simili a tumori, è tra i temi di maggiore interesse per gli specializzandi. Per i medici in formazione è altrettanto rilevante poter studiare la malattia di Erdheim-Chester, una rara forma di istiocitosi sistemica, la granulomatosi con poliangioite (EGPA) e la sindrome ipereosinofila primaria, oltre ad alcune forme particolari di immunodeficienza trattate in collaborazione con la pediatria.

Osservare questi casi durante la formazione non è solo un'opportunità di ricerca: è ciò che permette, anni dopo, di riconoscerli. Una malattia rara difficilmente si presenta con sintomi inequivocabili, e il primo ostacolo alla diagnosi è spesso riconoscere che non si tratta di una condizione comune. Un'indagine pubblicata su Orphanet Journal of Rare Diseases, condotta su pazienti con malattie rare tra cui immunodeficienze primitive e miositi, ha rilevato che l'esperienza clinica pregressa del medico con quella specifica patologia è spesso ciò che ne consente il riconoscimento. Un caso già visto in passato resta un punto di riferimento anche a distanza di anni.

Studiare le reazioni avverse all’immunoterapia oncologica

La stessa unità di allergologia e immunologia è anche punto di riferimento per le complicanze dell'immunoterapia oncologica per il Cancer Center dell'Ospedale San Raffaele, per lo IEO e per l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, dove arrivano i casi più complessi di reazioni immuno-mediate da farmaci checkpoint-inibitori.

Una revisione sistematica di 50 trial clinici, pubblicata su Frontiers in Immunology, riporta un tasso mediano di eventi avversi immuno-mediati di grado severo (3/4) intorno al 21% nei pazienti trattati con questi farmaci, un dato che spiega perché la gestione di queste complicanze richieda competenze specialistiche dedicate.

 

Formazione all’estero: Boston, Parigi, Barcellona

Tutti gli specializzandi in allergologia e immunologia clinica UniSR completano un periodo di formazione all'estero o comunque fuori dall’istituto, in una sede scelta in base all'interesse specifico di ciascuno, senza percorsi standard. Negli ultimi anni, gli specializzandi della scuola hanno svolto periodi al Massachusetts General Hospital di Boston, per approfondire la malattia IgG4-correlata, a Parigi, a Marsiglia e a Barcellona, per le miositi e le malattie sistemiche, oltre che a Padova, sede di uno dei centri di riferimento mondiali per le allergie alimentari in età pediatrica.

 

Le skill per diventare allergologi e immunologi

«Per specializzarsi in immunologia e allergologia prima di tutto servono solide basi e una grande passione per la medicina interna» sottolinea Dagna. Il secondo requisito riguarda l'ampiezza di sguardo richiesta: «come abbiamo già sottolineato è necessario avere competenze in differenti specialità internistiche quali cardiologia, gastroenterologia, dermatologia, oculistica. La multidisciplinarietà è un aspetto assolutamente cruciale». Infine, bisogna essere aperti alla formazione continua e al cambiamento: «serve un vero e proprio gusto per l'innovazione» dice Dagna, «perché gran parte dei trattamenti oggi in uso non esisteva vent'anni fa».

C'è poi un aspetto meno prevedibile. «Il 95% delle malattie di cui ci occupiamo come immunologi non hanno una spiegazione, non si sa perché insorgano. La ricerca delle cause, più che la sola gestione clinica, resta uno dei motori principali del nostro lavoro» osserva.

«Bisogna essere onesti e sapere che la nostra disciplina è molto vasta e complessa. Secondo me è molto più degno avere dei dubbi, tornare a studiare e a fare ricerche di fronte a un caso poco chiaro, piuttosto che parlare senza essersi documentati. Ai collaboratori più giovani suggerisco di prendere questi momenti di incertezza come occasioni per tornare su un libro o su una risorsa aggiornata. E li invito sempre a partecipare attivamente a congressi nazionali e internazionali. Vederli portare i propri dati ai congressi è un altro grosso risultato che mi dà grande soddisfazione» conclude il Direttore.

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Team Comunicazione UniSR
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