Il corso Health Informatics, laurea magistrale interateneo tra Università Vita-Salute San Raffaele (UniSR) e Politecnico di Milano, nasce per rispondere a un problema concreto e misurabile: secondo l'Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano, il 61% dei medici specialisti usa già strumenti di intelligenza artificiale nella pratica clinica, ma solo il 2% possiede le competenze digitali avanzate per gestirli al meglio.
Contemporaneamente, la domanda di analisti dei dati sanitari in Italia cresce di oltre il 20% l'anno dal 2022. Il corso Health Informatics, in lingua inglese, nasce per colmare questa distanza tra chi genera i dati clinici e chi sa interpretarli. «È la prima laurea in informatica, in Italia, nata davvero dentro un ospedale, grazie alla sinergia tra UniSR, l'Ospedale San Raffaele e il Politecnico di Milano» sottolinea il prof. Antonio Esposito, coordinatore del corso.
Due atenei, un solo percorso: cosa cambia per chi si iscrive
La ricerca biomedica traslazionale di UniSR, condotta in sinergia con l'IRCCS Ospedale San Raffaele, uno dei principali istituti di ricovero e cura a carattere scientifico del Paese, si affianca alla preparazione tecnologica del Politecnico di Milano in ambito informatico e ingegneristico. Per chi studia, questo si traduce in due cose concrete: i corsi sono tenuti da docenti di entrambi gli atenei, e la tesi può nascere da un progetto di ricerca reale.
L'obiettivo è quello di formare (anche) professionisti capaci di lavorare sulla medicina di precisione e sulla personalizzazione delle terapie, un compito diverso dalla gestione dei sistemi informativi di un ospedale. Negli Stati Uniti la formazione ibrida tra clinica e ingegneria ha una storia lunga: Harvard Medical School e MIT collaborano dal 1970. In Italia, Health Informatics di UniSR e Politecnico di Milano è il primo corso a proporre una laurea interateneo a titolo congiunto tra un'università medica con un proprio IRCCS e un politecnico, con la possibilità di fare pratica nei laboratori di entrambi gli istituti.

Come è strutturato il percorso
Il corso dura due anni, è interamente in lingua inglese e rilascia un titolo di laurea congiunto tra i due atenei: non un doppio diploma separato, ma un unico titolo che UniSR e Politecnico di Milano validano e riconoscono insieme. Il corpo docente è formato per metà da professori e professoresse di UniSR, per l’altra metà da specialisti del Politecnico.
Apre le porte di healthcare IT company, ospedali, ma anche startup e scale-up il cui core business è l’AI applicata alla medicina. Dal primo semestre, le e gli iscritti seguono il percorso adatto a completare il proprio profilo. Chi arriva da un percorso tecnico-informatico approfondisce Biology, Genetics, Anatomy and Physiology, chi arriva da una formazione medico-biologica approfondisce Software Systems Design and Operations. In questo modo, ogni studente acquisisce le conoscenze che completano la propria formazione, arrivando preparato alla parte comune del percorso, dove le due competenze devono lavorare insieme.
Questa doppia porta d'ingresso nasce da un problema concreto che chi insegna nel corso ha osservato sul mercato. Le persone con una doppia specializzazione in informatica e medicina sono rare, e spesso hanno una formazione “sbilanciata” verso una o l’altra disciplina, risultando troppo tecnici per dialogare con la clinica, oppure troppo clinici per intervenire sui dati nel modo più efficente. Il percorso a due tracce serve proprio a correggere questo squilibrio fin dall'inizio, prima di entrare nel mondo del lavoro.
Il corso alterna lezioni ed esercitazioni pratiche nei laboratori di UniSR e del Politecnico. Il centro di intelligenza artificiale AI-HUB di UniSR e Ospedale San Raffaele, una piattaforma sviluppata in collaborazione con Microsoft, dà agli studenti accesso a big data clinici reali, non a casi simulati, per costruire modelli di machine learning e deep learning in ambito oncologico, cardiovascolare e neurologico. Anche la tesi di conseguenza può nascere da un progetto di ricerca reale in uno dei laboratori dei due atenei.
L'etica è parte del programma
Un aspetto che distingue il corso da un master di data science applicato alla sanità è la componente etica, integrata nella formazione fin dal primo anno. Chi insegna epidemiologia e ricerca clinica nel programma osserva che le questioni sollevate dall'uso dell'intelligenza artificiale in diagnostica, prognostica e scelta delle strategie terapeutiche riguardano prima di tutto la responsabilità clinica.
Un esempio concreto arriva dalla letteratura accademica: in uno studio di Gaube e colleghi, un gruppo di medici di medicina generale ha valutato casi clinici con il supporto di un sistema di intelligenza artificiale. Quando il sistema suggeriva una diagnosi sbagliata, molti medici abbandonavano la propria valutazione iniziale, corretta, per allinearsi al suggerimento dell'algoritmo: è il cosiddetto automation bias. Chi si laurea in Health Informatics e conosce questo meccanismo non si limita a costruire il modello: sa progettare l'interfaccia e i protocolli che riducono il rischio che il medico si affidi all'algoritmo più di quanto dovrebbe.
Con l'AI Act europeo in vigore, le strutture sanitarie che adottano sistemi di intelligenza artificiale devono garantire tracciabilità, supervisione umana e gestione del rischio lungo tutto il ciclo di vita dello strumento. Il corso prepara anche a questo: a progettare piattaforme che rispettano questi vincoli fin dalla fase di sviluppo.

Gli sbocchi professionali, in sintesi
Ancora prima di finire il percorso, chi è prossimo alla laurea viene spesso già contattato dalle aziende. Un career day dedicato, organizzato da UniSR e Polimi, ha messo in contatto la classe del secondo anno della laurea magistrale con realtà tecnologiche e sanitarie, per parlare di stage e primi colloqui professionali.
Il corso prepara a ruoli come quello del Data Analyst o dell’IT Analyst, ma è possibile aspirare a diventare Chief Artificial Intelligence Officer o Chief Health Information Officer, in ospedali, enti di ricerca e aziende del settore. Sono professioni nuove, molto ambite nel mercato del lavoro perché sono in pochi ad avere le competenze per ricoprirle. Il titolo dà inoltre accesso all'Esame di Stato per l'iscrizione all'Albo degli Ingegneri dell'Informazione, un riconoscimento che vale anche fuori del mondo sanitario.
Una laurea recente in un mercato in crescita
Il corso è nato da pochi anni, quindi un bilancio completo sull'inserimento occupazionale dei primi laureati arriverà solo tra qualche anno. Il mondo in cui questi professionisti entreranno, però, sta già crescendo a ritmi vertiginosi: secondo una stima di Mordor Intelligence, il mercato globale dell'intelligenza artificiale in medicina valeva circa 31 miliardi di dollari nel 2025 e potrebbe superare i 185 miliardi entro il 2030.
Il calendario delle ammissioni stabilito da UniSR e Polimi riflette questa fase di crescita: le sessioni di selezione si susseguono nello stesso anno accademico, quindi chi scopre il corso dopo la prima scadenza ha comunque una reale possibilità di candidarsi. Anche chi non ha una laurea che coincide esattamente con quelle richieste può presentare domanda: una commissione valuta caso per caso i crediti già acquisiti. Per approfondire scopri quali lavori aspettano chi si laurea in Health Informatics.