ARTICOLI

Divulgazione scientifica: perché e come raccontare la scienza

Cultura e società

4 giu, 2026

Ogni anno le università producono migliaia di studi scientifici che circolano soprattutto all’interno della comunità accademica, tra ricercatori e specialisti. Eppure, l’interesse del pubblico verso la scienza è ampio e concreto.

All’edizione 2025 di BergamoScienza – uno dei principali festival italiani dedicati alla divulgazione scientifica – quasi 90.000 persone hanno partecipato agli eventi dal vivo e oltre 325.000 li hanno seguiti in streaming. Un pubblico che sceglie di partecipare attivamente a momenti di approfondimento scientifico.

Comprendere temi come il funzionamento di un vaccino, l’affidabilità delle informazioni in ambito medico o l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla salute richiede strumenti di lettura sempre più accessibili. Per questo, la divulgazione scientifica implica non solo la trasmissione dei contenuti, ma anche la capacità di adattarli a pubblici diversi, scegliere i formati più efficaci e valorizzare il dialogo tra ricerca e società.

Divulgazione scientifica_UniSR (2)

Public Engagement universitario: cosa significa davvero

Il Public Engagement universitario comprende l’insieme delle attività attraverso cui le università rendono la ricerca accessibile e la mettono in relazione con la società: incontri pubblici, festival, attività con le scuole, collaborazioni con associazioni e iniziative divulgative. In ambito universitario italiano rientra nella cosiddetta “terza missione”, oggetto di valutazione a livello nazionale.

Secondo APEnet, la rete italiana degli atenei e degli enti di ricerca impegnati nel Public Engagement, non si tratta solo di comunicare la ricerca, ma di costruire occasioni di confronto tra mondo accademico e società, in cui l’ascolto e la partecipazione dei diversi pubblici hanno un ruolo centrale.

«Non esiste un unico pubblico», osserva Eufemia Putortì, referente dell’ufficio Public Engagement di UniSR. «Spesso si parla di “general public”, “lay people”: in realtà esistono i pubblici, al plurale, ciascuno con le proprie domande, le proprie esigenze, i propri dubbi e le proprie paure, specie quando si tratta di tematiche biomediche».

Rispettare i pubblici, non convincerli

C’è un fraintendimento ricorrente sulla divulgazione scientifica: che il suo obiettivo sia “convincere” il pubblico. L’esperienza di chi lavora nel settore suggerisce invece un approccio diverso, in cui la qualità dell’interazione conta più della persuasione.

«La buona comunicazione non si misura sul fatto di aver convinto tutti», osserva Putortì. «Si misura sulla qualità dell’ascolto e sul rispetto reciproco, anche quando le opinioni restano diverse. Alla fine di un’interazione, credo sia questo ciò che rimane».

Questo approccio ha ricadute concrete su come si progettano le attività, si scelgono i formati e si formano i ricercatori: l’efficacia non si misura in termini di “conversione”, ma nella qualità dello spazio di comprensione e confronto che si riesce a creare.

Divulgazione scientifica_UniSR (5)

Non solo lezioni: incontri che accendono la scienza

MEETme@School, progetto finanziato dalla Commissione Europea, ha permesso ai ricercatori e alle ricercatrici di UniSR di portare nelle scuole milanesi i propri progetti di Citizen Science. il progetto, partito nell'anno scolastico 2024-2025 e concluso nell’anno scolastico 2025-2026, ha visto la partecipazione di 2178 studenti e studentesse, delle scuole secondarie di primo grado e secondarie di secondo grado.

Durante gli incontri, gli/le studenti hanno ascoltato lezioni teoriche, hanno sperimentato attività come la rianimazione cardio-polmonare sul manichino e hanno raccolto personalmente dei dati utili per la ricerca. I progetti di Citizen Science avvicinano i/le giovani al mondo della ricerca rendendola accessibile, ispirando gli/le studenti nelle scelte future, rendendoli consapevoli che il panorama STEAM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria, Arte e Matematica) è alla portata di tutte e di tutti.

Un secondo formato inverte completamente la direzione: con la UniSR Science Fair, allestita in occasione dell’Open Day (nel mese di maggio), è il pubblico a entrare nei laboratori. Ricercatrici, ricercatori, alumni e personale hanno l’occasione di parlare di bioprinting per la modellazione dei tumori, sequenziamento con strumentazioni avanzate, rianimazione cardiaca e molti altri argomenti, raccontando direttamente il proprio lavoro a chi si ferma a chiedere. Non è una lezione ma una conversazione tra chi la ricerca la fa e chi vuole capirla.

Divulgazione scientifica_UniSR (3)

Festival della scienza, la palestra del linguaggio

Nei festival della scienza il pubblico è raramente composto esclusivamente da addetti ai lavori. A questi eventi partecipano famiglie, studenti, persone curiose che si avvicinano per caso o per interesse personale. Per chi fa ricerca, questo significa confrontarsi con domande inattese e rivedere il proprio modo di raccontare il lavoro scientifico.

UniSR partecipa a diversi festival di divulgazione scientifica in Italia, tra cui BergamoScienza, il Festival della Scienza di Genova, Pint of Science e il Festival di Scienza e Filosofia di Foligno, con laboratori, talk e attività interattive.

Ogni esperienza diventa un esercizio di comunicazione: rendere chiari concetti complessi, scegliere con cura il linguaggio e lasciare spazio alle domande del pubblico.

Gioco e comunicazione della scienza: Pathways e i nuovi format

Comunicare la complessità della ricerca, in ambito biomedico e non solo, richiede strumenti capaci di andare oltre la didattica tradizionale. Gli studi sui festival della scienza mostrano che il valore principale di queste esperienze non risiede tanto nel trasferimento di conoscenze, quanto nella capacità di attivare curiosità e coinvolgimento in un contesto sociale condiviso.

In questa direzione si colloca anche la letteratura sui serious games, giochi progettati con finalità educative esplicite, oggi sempre più utilizzati in ambiti che vanno dalla formazione medica alla comunicazione della salute pubblica.

Pathways si inserisce in questo quadro. Ideato dall’Università Vita-Salute San Raffaele in collaborazione con Tambù, è un gioco da tavolo rivolto alle scuole superiori che utilizza dinamiche ludiche per avvicinare studenti e studentesse ai percorsi universitari e alle professioni ad alta specializzazione. L’esperienza proposta combina conoscenza, decisione e collaborazione, mettendo i partecipanti di fronte a scelte e scenari che richiedono confronto e ragionamento condiviso.

Divulgazione scientifica_UniSR (4)

APEnet, la rete italiana del Public Engagement

La divulgazione scientifica universitaria in Italia non è più un’attività isolata. Dal 2018 è attiva APEnet, la Rete degli Atenei e degli Enti di Ricerca per il Public Engagement, diventata Associazione nell’aprile 2022. Oggi riunisce decine di enti, tra cui l’Università Vita-Salute San Raffaele, che è stata tra gli enti fondatori.

La rete favorisce lo scambio di esperienze tra università e centri di ricerca, promuove la condivisione di buone pratiche e lavora alla costruzione di criteri comuni per la valutazione delle attività di Public Engagement e del loro impatto, in dialogo con il Ministero dell’Università e della Ricerca.

Nel tempo, APEnet ha contribuito a rendere il Public Engagement un ambito sempre più strutturato e condiviso tra le istituzioni, spostandolo da iniziative singole a un lavoro coordinato a livello nazionale.

Il Master in Comunicazione della Scienza e della Salute di UniSR

Per lavorare nella comunicazione della scienza sono necessarie competenze teoriche e pratiche che non si improvvisano: scrittura, public speaking, capacità di progettare attività divulgative, gestione dei pubblici e comprensione dei processi della ricerca scientifica.

Il Master di I livello in Comunicazione della Scienza e della Salute dell’Università Vita-Salute San Raffaele forma ogni anno profili provenienti da ambiti diversi: giornalismo, filosofia, sociologia, comunicazione. Sempre più spesso vi partecipano anche professionisti dell’area medica e sanitaria, interessati a sviluppare competenze per comunicare la ricerca in modo chiaro, rigoroso ed efficace al di fuori del contesto clinico.

Il percorso prevede un periodo di tirocinio presso enti, istituzioni e realtà attive nella comunicazione scientifica e nella divulgazione a livello nazionale e internazionale.

Tra le collaborazioni attivate nelle diverse edizioni del Master figurano, tra le altre, la redazione di Corriere Salute, la Fondazione Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”, la Fondazione Umberto Veronesi, Rizzoli Education, Zanichelli Editore, Pagella Politica, il Festival BergamoScienza e diversi uffici dell’Università Vita-Salute San Raffaele.

Divulgazione scientifica_UniSR (1)

Domande frequenti - FAQ

Qual è la differenza tra divulgazione scientifica, Public Engagement e Citizen Science?

La divulgazione scientifica, il Public Engagement e la Citizen Science condividono l’obiettivo di avvicinare la ricerca alla società, ma non coincidono completamente. La divulgazione scientifica si concentra soprattutto sul rendere accessibili temi e risultati della ricerca a pubblici non specialistici. Il Public Engagement, invece, mette al centro anche il coinvolgimento attivo delle persone: non solo trasmissione di contenuti, ma ascolto, dialogo e partecipazione reciproca tra università, ricerca e società. La Citizen Science è invece una metodologia di ricerca in cui cittadini non professionisti partecipano volontariamente alle diverse fasi del processo scientifico, contribuendo non solo alla raccolta, ma anche all’elaborazione, analisi e interpretazione dei dati.

In ambito universitario italiano, il Public Engagement e la Citizen Science rientrano tra le attività della cosiddetta “Terza missione”.

 

Cosa fa un ufficio di Public Engagement in un'università?

Un ufficio di Public Engagement progetta e coordina le attività con cui un’università costruisce un dialogo con la società, il territorio e pubblici diversi.

Può occuparsi dell’organizzazione di festival, incontri, mostre e iniziative divulgative aperte alla cittadinanza, della collaborazione con scuole, associazioni e istituzioni culturali, della produzione di contenuti di approfondimento e della formazione dei ricercatori alla comunicazione pubblica della scienza.

In alcuni casi promuove anche forme di partecipazione attiva dei cittadini alla ricerca e contribuisce alla raccolta e rendicontazione delle attività di terza missione richieste dal sistema universitario.

 

Come può una scuola partecipare alle attività di Citizen Science di UniSR?

Le modalità di adesione vengono comunicate sul sito UniSR all'inizio dell'anno scolastico.

 

Cos'è APEnet?

APEnet è l’Associazione “Rete italiana degli Atenei ed Enti di Ricerca per il Public Engagement”. Nata come rete informale nel 2018 e costituita come Associazione nel 2022, riunisce università ed enti di ricerca italiani impegnati a promuovere il Public Engagement come parte integrante della missione accademica. APEnet favorisce lo scambio di esperienze e buone pratiche, promuove attività di formazione e riflessione sul Public Engagement e contribuisce al confronto nazionale sui temi della valutazione, dell’impatto e dell’istituzionalizzazione del settore. UniSR è tra gli enti fondatori dell’Associazione.

 

Come si valuta l'impatto di un'iniziativa di Public Engagement?

La valutazione dell’impatto è una delle questioni più complesse nel Public Engagement, perché per poter misurare molte delle ricadute di queste attività – come la qualità dell’interazione, il coinvolgimento dei partecipanti e la creazione di relazioni durature tra ricerca e società – sono necessari una partecipazione strutturata dei pubblici già in fase di progettazione e degli indicatori non standardizzati. Per questo motivo, la valutazione combina spesso dati quantitativi (partecipazione, diffusione, continuità delle attività) ed elementi qualitativi, che variano anche in base agli obiettivi dell’iniziativa e al pubblico coinvolto.

A livello nazionale il tema è ancora in evoluzione: università, enti di ricerca e network nazionali e internazionali lavorano per condividere metodologie, criteri e strumenti di valutazione sempre più solidi e confrontabili.

 

Quali sono i principali festival di divulgazione scientifica in Italia?

In Italia esistono numerosi festival e rassegne dedicate alla divulgazione scientifica, diffusi su tutto il territorio e con formati molto diversi tra loro. Tra i più noti si possono citare BergamoScienza, il Festival della Scienza di Genova, BookCity, Pint of Science (con eventi in numerose città italiane), Trieste Next – Festival della Ricerca Scientifica, FOSFORO – La festa della Scienza, il Festival di Scienza e Filosofia di Foligno, il Festival della Mente a Sarzana.

Si tratta di un panorama ampio e in continua evoluzione, a cui università ed enti di ricerca partecipano con contributi che spaziano da talk a laboratori interattivi e attività rivolte a pubblici diversi. UniSR è presente ogni anno in diversi di questi contesti con iniziative curate dai propri ricercatori, ricercatrici e dal team Public Engagement.

 

Come si diventa divulgatore o comunicatore scientifico?

Diventare divulgatore o comunicatore della scienza richiede competenze diverse che si costruiscono nel tempo. In molti casi si parte da una formazione scientifica o umanistica, a cui si affiancano capacità di scrittura, comunicazione orale e comprensione dei diversi pubblici.

Un aspetto centrale è la capacità di adattare linguaggi e format – dai contenuti digitali agli eventi, dai podcast ai laboratori – mantenendo rigore scientifico e chiarezza comunicativa.

La specializzazione può avvenire attraverso percorsi formativi dedicati: in UniSR è attivo il Master di I livello in Comunicazione della Scienza e della Salute per chi vuole approfondire questi aspetti in modo strutturato.

Scritto da

Team Comunicazione UniSR
Team Comunicazione UniSR

Grazie al contributo delle diverse componenti del team, il Servizio Marketing e Comunicazione UniSR cura le molteplici aree di comunicazione di Ateneo: scouting delle notizie, realizzazione di news, audio e video, organizzazione di eventi, gestione del sito web e social media istituzionali, redazione e pubblicazione di newsletter, supporto alle relazioni istituzionali. Il Servizio si relaziona con tutti i principali stakeholders (studenti, docenti, personale tecnico e amministrativo, comunità della ricerca, territorio) al fine di supportare e potenziale la comunicazione (interna ed esterna) delle iniziative relative a didattica, ricerca e terza missione.

Vai alla scheda dell'autore

Iscriviti alla newsletter

Lascia i tuoi dati per restare aggiornato su news ed eventi