Donazione e trapianto di organi sono tra le procedure più complesse e delicate della medicina contemporanea, sia dal punto di vista clinico sia organizzativo. Per funzionare, questo sistema richiede professionisti altamente specializzati, capaci di gestire ogni fase del percorso che accompagna la donazione e il trapianto. È proprio per questo che nasce il Progetto 4x6, iniziativa del Centro Nazionale Trapianti dedicata alla formazione degli specializzandi delle Scuole di Anestesia e Rianimazione.
Alla guida del progetto in rappresentanza di IRCCS Ospedale San Raffaele e Università Vita-Salute San Raffaele ci sono i Dottori Maria Rosa Calvi e Antonio Dell’Acqua e i Proff. Giovanni Landoni e Giacomo Monti.
Ettore Alborino e Mariateresa Salvioni sono all’ultimo anno della Scuola di Specializzazione UniSR in Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore diretta dal Prof. Giovanni Landoni, specialità che hanno scelto perché permette loro di rimanere ogni giorno in contatto con tutti gli aspetti della medicina e della clinica. «Entrambi crediamo che la Scuola in Anestesia e Rianimazione fornisca una visione completa su che cosa siano la medicina e la chirurgia oggi. Fare questo lavoro ci permette di vivere il reparto, la sala operatoria, le corsie d’emergenza e avere uno sguardo completo sulle due discipline, in costante dialogo con medici e mediche strutturati/e di UniSR e dell’Ospedale San Raffaele, i quali ci seguono molto da vicino», sottolineano il Dottore e la Dottoressa. In questo stimolante ambiente formativo, Ettore e Mariateresa hanno avuto la possibilità di partecipare al Progetto 4x6, nato per formare e sensibilizzare sui temi della donazione di organi, del prelievo e del trapianto di organi e tessuti.
Che cos’è il progetto 4x6
Il progetto combina attività di simulazione clinica, che riproducono le diverse fasi della donazione e del trapianto, con momenti dedicati alla comprensione della macchina organizzativa che coordina il sistema dei trapianti in Italia. L’obiettivo è formare medici specialisti capaci di muoversi all’interno della rete trapiantologica regionale e nazionale, favorendo la collaborazione tra i diversi professionisti coinvolti lungo tutto il percorso, dalla fase che precede la donazione fino al trapianto.
Uno dei requisiti di partecipazione al progetto era la presenza di un centro di ateneo di simulazione delle attività medico/chirurgiche, dove i/le partecipanti potessero esercitarsi in ogni fase del percorso che porta dalla donazione di organi al trapianto di organi.
Simulazione e formazione nella donazione e nel trapianto di organi
In questo contesto, UniSR si distingue per il suo innovativo Simulation Lab (SimLab), il centro di simulazione avanzata che ricrea gli ambienti e i macchinari della terapia intensiva, della sala operatoria e degli spazi di controllo collegati. Nel SimLab, specializzandi e specializzande in medicina e della chirurgia possono allenarsi ad affrontare simulazioni di emergenze reali, eseguire esami diagnostici, effettuare visite di controllo e svolgere procedure infermieristiche e chirurgiche con l’aiuto di manichini interattivi ad alta fedeltà.
«Partecipando al Progetto 4x6, ci siamo esercitati nel nostro SimLab in tutte le fasi che accompagnano la donazione di organi e il trapianto di organi. Grazie anche alle lezioni di professionisti e professioniste provenienti da altri atenei, abbiamo simulato il trapianto di fegato, cuore e polmone, tutti casi che al San Raffaele, specializzato nel trapianto di pancreas e reni, solitamente non trattiamo», spiegano Ettore e Mariateresa.
L’esperienza è stata particolarmente formativa grazie all’interazione e alla discussione con i partecipanti delle Scuole di Specializzazione degli altri cinque atenei partner di progetto, l’Università di Ancona, Bologna, Foggia, Genova e Udine.

Una macchina organizzativa complessa
Nella fase finale del progetto, tutti i partecipanti hanno trascorso due giornate come ospiti del Centro Nazionale Trapianti, presso l’Istituto Superiore di Sanità a Roma. Qui, Ettore e Mariateresa hanno potuto conoscere da vicino la complessa macchina organizzativa che gestisce i trapianti di organi in Italia, dall’allocazione degli organi e dei tessuti, agli accordi di collaborazione che il nostro Paese prende con altri centri analoghi in Europa.
«È stato molto interessante poter osservare che cosa fanno al Centro Nazionale Trapianti. Inoltre, abbiamo noi stessi presentato alcuni casi reali di trapianto di organi a una platea di professionisti e professioniste dell’Istituto Superiore di Sanità e delle altre Scuole di Specializzazione. È stata una bella opportunità che ci ha messi alla prova, ma è stata anche molto emozionante», dicono Ettore e Mariateresa.
La formazione nei trapianti passa anche dalla comunicazione
Chirurghi e chirurghe non devono solo eseguire procedure e protocolli, ma devono anche comunicare con i pazienti e i loro parenti con empatia, sensibilità e rispetto. «Grazie al Progetto 4x6 abbiamo affrontato il tema della comunicazione con le famiglie di un possibile donatore. Come parlare della possibilità della donazione di organi a persone che stanno vivendo un lutto? Quali parole e quali comportamenti avere, nel rispetto delle circostanze, dei valori e della volontà delle persone coinvolte?»
Queste domande sono state affrontate dalle lezioni della Dottoressa Sara Mascarin, professionista della progettazione didattica del Centro Nazionale Trapianti, che nell’ambito del Progetto 4x6 ha insegnato quali sono i comportamenti e il linguaggio più appropriati per interagire con persone che soffrono ma sono chiamate a fare scelte delicate legate alla donazione di organi, in un momento di lutto.
Coltivare consapevolezza sul tema della donazione di organi
L’Italia è tra i Paesi europei con i risultati più significativi nel campo della donazione e del trapianto di organi: il nostro Paese è secondo in Europa per numero di donazioni, subito dopo la Spagna. Secondo l’ultimo report del Centro Nazionale Trapianti, nel 2025 in Italia sono stati eseguiti circa 4200 trapianti, ma a fine ottobre più di 8000 persone risultavano ancora in lista d’attesa.
Negli ultimi mesi il tema è tornato al centro del dibattito pubblico e i dati più recenti indicano un nuovo aumento delle donazioni. Nel 2025, però, si è registrato un incremento delle opposizioni alla donazione espresse nel Sistema Informativo Trapianti, segno di quanto sia ancora importante investire nella corretta informazione e nella sensibilizzazione dei cittadini.
«Scegliere di donare può fare la differenza per molte persone che attendono una possibilità di cura», spiegano Ettore e Mariateresa. «La consapevolezza passa anche dalla formazione dei professionisti della sanità. Per questo partecipare al Progetto 4x6 è stato per noi molto più di un esercizio di pratica clinica: è stato importante riflettere anche sugli aspetti psicologici e comunicativi che accompagnano queste decisioni».
Per i due specializzandi, l’esperienza ha offerto uno sguardo diverso sulla professione stessa. «Chi inizia il percorso in Anestesia e Rianimazione spesso immagina l’anestesista soprattutto in sala operatoria, in rianimazione o nella terapia del dolore. Con questo progetto abbiamo capito che il nostro ruolo è anche quello di conoscere da vicino il valore della donazione e del trapianto di organi per i pazienti, per le famiglie e per i medici coinvolti in questo percorso».